Come dimagrire: Cosa sono le calorie

Come dimagrire

Cosa sono le calorie

Per calcolare il fabbisogno calorico quotidiano vi sono parecchi metodi, alcuni altamente scientifici, altri invece molto partici, come per esempio quello del calcolo ad “occhio”, con l’aiuto di una delle tante tabelle in circolazione.

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E’ chiaro che, se introduciamo nell’organismo più calorie di quante ne sarebbero necessarie, quelle di troppo non vengono utilizzate e sono messe da parte nelle cellule del tessuto adiposo sotto forma di grasso.

Se vuoi sapere il menù settimanale di una dieta ipocalorica equilibrata che ti fa perdere peso senza farti sentire male, ti invito a leggere quest’altro articolo che ho scritto sul blog

Ed ecco dunque, come funziona la dieta ipoclaorica o a basse calorie, infatti affinchè vadano smaltite le riserve di calorie, essa fa introdurre con gli alimenti meno calorie di quante ne occorrerebbero, in modo da costringere l’organismo a utilizzare i propri depositi di grasso per sopperire alle proprie necessità.

E così si dimagrisce ! o no?

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In teoria le cose funzionano benissimo, in pratica, i risultati non sono così automatici, a causa di uno spiacevole fenomeno, individuto in Francia fin dagli anni ’50, e definito “contrazione della spesa calorica“.

Ciò che accade è presto detto…

Ad una persona che dovrebbe assumere giornalmente non oltre 3.000 calorie, in quanto quella è la sua spesa calorica, ed invece ne assorbe 3.500, le 500 calorie in più vanno ad incrementare i suoi depositi di grasso.

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Quando viene prescritta una dieta che ne apporta solo 2.700, ogni giorno quest’organismo dovrebbe procurarsi le 300 calorie che gli mancano attingendole dal grasso immagazzianto nel suo tessuto adiposo, ed infatti così effettivamente avviene, ma solo per qualche periodo.

Stranamente dopo circa una settimana o al massimo due, il dimagrimento si arresta e per farlo riprendere bisogna ulteriormente abbassare le calorie…

Come mai avviene questo?

E’ successo che l’organismo, di fronte al minor ingresso di calorie, ha ridotto la sua spesa, per il naturale ed ancestrale timore di “restare al verde”.

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Si è quindi abituato a spendere non più le 3.000 calorie, ma solo le 2.700 della dieta o poco più.

A questo punto, gli stolti, diminuiscono ancora le calorie portandole per esempio a 2.300, il dimagramento riprende, sono felici e contenti, ma purtroppo questa felicità dura poco tempo, infatti il dimagramento si ferma di nuovo…

Perchè ?

Perchè l’organismo ha imparato a ridurre ulteriormente la propria spesa calorica.

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A questo punto si può andare avanti diminuendo le calorie, fino a giungere, talvolta, a diete da “fame nera” con introiti calorici bassissimi.

Se il tutto finisse qui, ci sarebbe solo un grande fastidio e niente più, ma purtroppo vi è un altro inconveniente , infatti dopo avere raggiunto la perdita di peso desiderata, si vorrebbe, ovviamente, ritornare ad un’alimentazione, se non normale, ma almeno meno restrittiva.

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Purtoppo però la spesa calorica non si riallarga con la stessa regolarità con cui si è contratta, cosicchè l’aggiunta di qualche caloria, all’ormai consueta e strettissima dieta, come per esempio un pezzetto di pane o un frutto in più o un cucchiaino di olio, fa l’effetto di un pranzo Natalizio, ed in un tempo più o meno lungo, diciamo meglio, il più delle volte molto breve, si riacquistano tutti i chili persi con tanta fatica e patendo la fame, e non di rado si riprende anche qualche chilo in più.

Questo è il vero, e spesso taciuto, guaio delle diete a basse calorie, tanto osannate oggi da quasi tutte le riviste.

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Sicuramente a questo punto tu ti chiederai, se si può fare qualche cosa per contrastare il fenomeno della “contrazione della spesa calorica”.

Secondo alcuni è opportuno diminuire le calorie in modo estremante graduale, per esempio abbassare di 100 o al massimo di 150 calorie alla settimana l’introito, in modo da non stimolare i meccanismi, tutt’ora in buona parte sconosciuti, che causano la contrazione della spesa calorica.

Altri invece suggeriscono di praticare di colpo una dieta a bassissime calorie, comunque non oltre  le 600, in modo da “tramortire” il meccanismo del bilancio calorico e non dargli il tempo di mettere in atto la contrazione della spesa per adeguarsi alla diminuzione delle entrate.

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All’ultimo posto, il sottoscritto, inserisce gli “asceti”, secondo i quali, raggiunto il peso desiderato con diete eccessivamente ristrette anche per un convento di frati, occorre continuare a mangiare pressapoco così per tutta la vita.

Ci sono sicuramente coloro che per fanatismo o per terrore dell’etto di troppo si sottopongono a questa triste e masochistica regola alimentare, ma la maggior parte delle persone ci prova per un pò e poi cede, inevitabilmente le armi.

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E’ chiaro che la cosa più ragionevole da fare  è affidarsi ad un buon dietologo, che non solo è in grado di prescrivere il regime realmente adatto alle necessità del paziente, ma può anche aggiustarlo via via per compensare le contrazioni del consumo calorico ed altri possibili squilibri metabolici.

Se poi si vuole far da sè, ciò è ammissibile solo se i chili da perdere non sono più di quattro o cinque, e se si è del tutto sani.

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Un caro e cordiale saluto

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